OFFICITY

L’idea di OFFICITY nasce da un’analisi dettagliata sull’edificio per uffici di Hippostalo e il suo rapporto col contesto.
La trasformazione principale è quella che coinvolge l’accezione di ambiente lavorativo che si trasforma da “posto di lavoro” in “luogo di lavoro”, riattivando quelle relazioni con l’esterno azzerate dalla concezione taylorista. Il posto di lavoro diventato OFFICITY si trasforma in uno spazio condiviso che si libera dall’introspezione e permette di ritrovare all’interno della città alcune relazioni smarrite.
I nuovi uffici esplicitano la possibilità che il vuoto venga articolato da dispositivi flessibili, non compartimentazioni perché il cambiamento è in agguato, il volume non è definito solo dal perimetro ma commentato e articolato dalle ombre, dalle disposizioni, dagli usi, dalle percorrenze.
L’idea è quella della perdita di confine, del confondersi degli spazi. L’importanza è in gran parte nel suo essere dispositivo, nell’offrire un’idea ripetibile – sempre in altri termini, in altre condizioni – nel suo offrirsi come stratagemma e non come figura o forma.
Il progetto, attraverso l’utilizzo di meccanismi semplici, supera la nozione di funzione, allontanandosi dalla dittatura della misura e da possibili logiche automatiche: il dispositivo si adatta al vuoto ma ne modifica il senso, ne mette in essere nuovi cicli di vita.
Il “Movimento” è il principale criterio organizzativo dello spazio. Ad ogni piano si trovano diverse attività in modo da garantire la massima comunicazione reciproca fra i vari utenti dell’edificio: un’area per la pausa pranzo, per lo svago, l’educazione, la creatività, per attività sportive o semplicemente per spostarsi tra spazi di lavoro personali o collettivi.
Il progetto così strutturato, oltre ai servizi e alle attrezzature necessari a mantenere un livello di produttività elevato, offre un valore aggiunto: l’opportunità di incontrare persone con cui far rete e generare opportunità di lavoro e collaborazione.
La ricaduta sulla città si manifesta in un recupero edilizio dell’Hippostalo, trasformandolo in una nuova centralità catalizzatrice di pubblico.

DETTAGLI
  • Progetto: Nordic Built Challenge Competition
  • Dimensione: mq
  • Luogo: Tampere
  • Anno: 2013
  • Team: Michele Brunello e Marco Brega (Partners) con Pietro Chiodi, Anastasia Kucherova, Moataz Faissal Farid
  • Cliente: Nordic Built Challenge

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