Nuovi uffici giudiziari di Catania

Il progetto per la nuova sede degli uffici giudiziari di Catania, elaborato insieme a Progetto CMR, è stato sviluppato considerando in egual misura l’edificio e lo spazio pubblico da esso generato, instaurando così una relazione indissolubile tra le due parti ed il contesto urbano e paesaggistico.  Un waterfront cittadino inscritto tra il mare e l’Etna.  L’ impianto planivolumetrico a corte aperta riprende una tipologia edilizia tipica del centro storico catanese e la declina aprendosi però verso il paesaggio e sollevando parte del volume da terra. Ad una chiara composizione dei volumi corrisponde una distribuzione del programma studiata per essere estremamente funzionale in relazione alle necessità di efficienza, sicurezza e separazione dei flussi del pubblico da quelli degli addetti. Sfruttando l’orografia del sito sono realizzati gli spazi per le aule giudiziarie e i giardini terrazzati che degradano verso il mare. La spiccata integrazione del nuovo edificio con il paesaggio e con lo spazio pubblico, fa sì che l’esercizio della giustizia, pur mantenendo il suo profilo autorevole e istituzionale, venga spogliato degli aspetti più intimidatori ed esaltato nel suo valore civico e collettivo. 

Il concept progettuale è basato sullo sviluppo di una nuova tipologia abitativa, un appartamento concepito tramite dieci elementi planimetrici aggregabili, che, combinato in modi diversi, genera tre tipologie differenti di edifici: torre, edificio in linea e casa unifamiliare. Gli appartamenti hanno una struttura basata su un modulo aggregato in base ai metri quadrati della tipologia. Quando gli appartamenti vengono aggregati, generano edifici nel rispetto dei seguenti valori: sostenibilità ed eco-compatibilità, massimizzazione della flessibilità dell’illuminazione naturale, economicità, presenza di spazi collettivi.

L’idea di OFFICITY nasce da un’analisi sull’edificio per uffici di Hippostalo.

Il concept si basa sull’esigenza contemporanea di flessibilità degli spazi. L’edificio prevede che ad ogni piano si trovino diverse attività: un’area per la pausa pranzo, per lo svago, l’educazione, la creatività, per attività sportive o semplicemente per spostarsi tra spazi di lavoro personali o collettivi, in modo da garantire la massima comunicazione multidisciplinare fra i vari utenti.
Il progetto così strutturato, oltre ai servizi e alle attrezzature necessari a mantenere un livello di produttività elevato, offre un valore aggiunto: l’opportunità di incontrare persone con cui far rete e generare opportunità di lavoro e collaborazione.

Loro Piana, noto produttore italiano di tessuti di alta gamma, attraverso un concorso su invito ha richiesto agli studi partecipanti di realizzare una proposta per un nuovo comparto manifatturiero e terziario a Ghemme.

Si richiedeva di proporre un complesso industriale con un’immagine adeguata al Corporate Brand dell’azienda.

“La fabbrica del paesaggio” si inserisce all’interno del lotto con l’obiettivo di rispettare e valorizzare l’ambiente con un articolazione dei volumi che limita l’impatto paesaggistico e favorisce l’applicazione di tecnologie innovative e sostenibili.

Il progetto di incubatore e laboratorio “BROLETTO DELL’INNOVAZIONE e la risistemazione di Via Bovio a Novara, propongono un nuovo rapporto tra città, verde, socialità urbana e luoghi di ricerca e di lavoro.

L’edificio si sviluppa intorno a temi di sostenibilità dell’architettura e la qualità dell’impianto urbano, strutturandosi in un unico nuovo volume che sfrutta tutta l’altezza consentita, minimizzando così il consumo di suolo e l’impronta a terra. Le funzioni richieste sono disposte su tre livelli più parcheggio interrato.

Il livello 0 è svuotato in modo da creare una piazza semipubblica di connessione con l’intorno. Gli spazi pubblici e percorsi pervadono tutto il sito, orientando e demarcando gli spazi costruiti.

FAHRENHEIT, la biblioteca centale di Helsinki, è un landmark contemporaneo, un volume orizzontale, grande ma semplice. Una macchina “bioclimaticamente” intelligente, un luogo di aggregazione collettiva e, al tempo stesso, una solida eredità per le generazioni future. Un landmark che vuole entrare in relazione con la città e i suoi abitanti.

FAHRENHEIT è un sistema di spazi a differenti quote, a volte altamente qualificati, altre più indeterminati. Questi luoghi si diffondono in tutto il progetto permettendo un uso flessibile e multiplo dell’intera struttura per le diverse attività della biblioteca.

Crystalline, edificio a destinazione uffici, è caratterizzato da un rivestimento che rinnova l’immagine di un landmark esistente e richiama l’effetto dell’aurora boreale frammentandola in centinaia di cristalli. Questo dispositivo, aumenta l’illuminazione interna e mette in relazione gli utenti con il contesto. Gli uffici strutturati come open space sono caratterizzati da elementi modulari flessibili e riconfigurabili con precise funzioni richiedenti privacy. Il progetto del landscape design che caratterizza è l’ambiente circostante l’edificio, configura nuovi spazi di aggregazione e percorsi per la mobilità.

Per il concorso internazionale per la nuova sede BARILLA, DONTSTOP Architettura ha proposto C.A.M.P.O.: Community Area Mix Pavilion One-off. Il centro non è concepito come un insieme di funzioni promozionali, ma come un sistema funzionale interattivo, un parco accessibile e attrattivo 365 giorni all’anno. Pertanto non è stato immaginato solo per i visitatori dell’azienda ma anche per la comunità locale come un HUB di attività all’aperto, servizi culturali, attività ricreative e pedagogiche.

Il progetto per la seconda fase del concorso per l’allestimento del padiglione del DESIGN per il meeting annuale delle città creative UNESCO 2019 prende forma all’interno dell’edificio Ex Conceria a Fabriano. L’impianto è stato pensato come un dispositivo facilmente riconfigurabile in modo da poter ospitare, nel proprio layout, una sala conferenze, una sala per seminari, spazi per l’incontro e il dialogo e l’esposizione dei contenuti delle città partecipanti.

La creazione di un’immagine identitaria dell’Innovation Design District, nasce innanzitutto dall’analisi territoriale e da una mappatura dei luoghi di interesse e dei players coinvolti nell’area. Questo studio ha portato a definirne i limiti e i percorsi interessati durante dei possibili eventi nel district. Sono stati ideati quindi dei portali che avevano la funzione non solo di veri e propri ingressi al district, ma anche di oggetti in grado di ospitare oggetti e materiali informativi interattivi. La relazione fisica e programmatica tra tutti questi elementi genera l’identità e la spazialità dell’IDD.

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