AMPHYSIA

AMPHYSIA è un nuovo ecosistema marittimo innovativo, intelligente e sostenibile, realizzato attraverso due nuove strutture: la Casa Kalavrìa e il Magazzino delle Onde. Questi edifici sono situati nel porto delle Grazie, distanti circa 100 metri l’uno dall’altro.

Il Magazzino, posizionato parallelamente alla Pineta, ha l’obiettivo di aumentare l’apprezzamento degli utenti verso questa area e proteggerla dalla zona dei parcheggi. I parcheggi, ora razionalizzati a nord dell’edificio, ospitano un campo di pannelli fotovoltaici che generano energia e riducono il fenomeno di “isola di calore” del parcheggio esistente.

La Casa Kalavrìa si trova parallelamente al piano della banchina del porto ed è il punto centrale del sistema dei percorsi del porto stesso. Questa struttura è costituita da scatole di vetro sospese su pareti in calcestruzzo armato, creando uno spazio ampio al piano terra, protetto dal sole, e coperto da tetti verdi che contribuiscono significativamente alla riduzione del consumo energetico.

Un nuovo corridoio verde attrezzato si estende a nord tra il Magazzino delle Onde e la Pineta, in un’area prevalentemente ombreggiata dagli alberi di pino. Questo corridoio, con una superficie di circa 1500 metri quadrati, offre una zona pedonale con un marciapiede in legno di teak che gradualmente si trasforma in un grigliato verde attrezzato con piccole aree verdi, aree di riposo e punti di ristoro, a beneficio sia della comunità locale che dei naviganti.

Analogamente, sotto la Casa Kalavrìa, viene liberata una superficie di circa 500 metri quadrati, pavimentata con doghe di legno di teak e dotata di aree di riposo e punti di ristoro come sdraio, panchine, tavoli e sgabelli, a beneficio della comunità locale e dei naviganti. Al primo piano, tra le due scatole sospese, si trova un ampio terrazzo di circa 800 metri quadrati a quota +9.20, destinato alla socializzazione, al ristoro e all’osservazione del mare e delle sue onde, nonché dell’intera costa.

Il progetto propone un rapporto innovativo tra paesaggio e architettura, che va oltre la tradizionale distinzione fronte/retro e interno/esterno. L’organizzazione planivolumetrica mira a integrare il paesaggio come elemento costitutivo del progetto stesso. Il volume si sviluppa sotto una copertura continua, seguendo l’andamento del terreno e posizionando le aule e gli spazi di connessione lungo il pendio. All’interno di un cortile centrale, che si affaccia sugli altri ambienti, si crea un percorso panoramico che si conclude in una sezione di copertura verde accessibile. Ispirato da un programma funzionale e pedagogico che richiede fluidità, trasparenza e radicamento, il principio architettonico del progetto si concretizza in 5 elementi fondamentali: la visibilità attraverso collegamenti a tutte le scale dell’intervento, la relazione con il paesaggio e il quartiere circostante, l’estensione longitudinale e trasversale degli spazi interni ed esterni dell’area didattica, l’organizzazione spaziale del programma funzionale all’interno degli edifici singoli.

Il sistema di interventi proposto per il “percorso lento” tra Pergusa e Piazza Armerina si sviluppa su tre ambiti territoriali che coesistono nel territorio e hanno caratteristiche ambientali, fisiche, sociali e simboliche connesse tra loro. Il progetto punta ad abitare e attrezzare la greenway della vecchia ferrovia e a creare un “walkscape” dialogante con dimensione paesaggistica, immaginifica e storica della Sicilia Centrale.  Gli ambiti di riferimento del progetto assumono la metafora mitologica del Ratto di Persefone, originata e ambientata proprio ad Enna, e creano un sistema di rimandi e interventi puntuali per connettere, valorizzare e implementare gli elementi naturali e antropici del percorso.

Progettare efficacemente un nuovo intervento residenziale a Milano oggi impone una riflessione attenta sulle trasformazioni che stanno, ormai da tempo, investendo la città.
In questo senso il progetto proposto ambisce a definire e mettere a punto un dispositivo “elastico” capace di rispondere alle richieste di oggi e nel contempo di reagire e trasformarsi nel tempo, durante tutto il percorso di sviluppo progettuale, fino alla fase di realizzazione. Un progetto, dunque, che definisce con forza un impianto insediativo chiaro nel quale il parco, al centro del lotto, costituisce il perno che articola  la distribuzione degli edifici residenziali in grado, per loro caratteristiche e modularità, di adattare i propri tagli e la distribuzione in un progressivo percorso di definizione della migliore configurazione possibile.

Corte Certosa è pensato per accogliere una comunità di abitanti dagli stili di vita eterogenei, che trova nella corte centrale del parco il luogo dell’incontro, anche inaspettato, della conoscenza e della collaborazione.

Social Coliving 080 è situato nell’angolo di una xamfrà dell’Eixample a Barcellona, affacciato su Via de Les Cortes Catalanes. Questo progetto vuoledare vita ad un luogo comunitario con spazi differenziati, privati e semiprivati, pubblici e semipubblici: un luogo di comunità e connessione.

L’edificio si articola perimetrando un cortile centrale comunitario, aperto ed inclusivo, attorno al quale si sviluppano le unità abitative distribuite su ballatoi interni.

Gli spazi più intimi delle abitazioni utilizzano diversi filtri, protezioni fisse, mobili o vegetali, per misurare il livello di privacy.  Gli spazi della comunità si creano nei distributivi dell’edificio, con sequenze di spazi intermedi, aree naturali, verande e terrazze comuni.

Lo stile di vita proposto nel progetto è il frutto del dialogo tra la componente locale del Team, CAA Arquitecta, e l’esperienza più endogena, ma mediterranea, di DONTSTOP.   Ad esempio la cucina si trova al centro dell’abitazione, promuovendo l’uguaglianza di genere, come cuore e centro della vita quotidiana, formando un nucleo centrale che è anche lo spazio distibutivo della casa, massimizziando la superficie utile ed eliminando i corridoi.

Bergamo Prossima è un intervento di rigenerazione urbana che disegna un nuovo spazio per la città: un luogo di incontro per i cittadini e di residenza di famiglie, anziani e studenti. La superficie commerciale al piano terra si sviluppa all’interno degli edifici preservati mentre i volumi residenziali e la RSA disegnano due grandi corti Verdi connesse creando un asse urbano e ambientale lungo l’asse nord-sud, che si conclude nei giardini di Via Martiri di Cefalonia attraversando l edificio che ospita lo studentato. L’intervento massimizza il recupero dei volumi esistenti per un SL di 25.000mq, riducendo l’impronta a terra e aumentando gli spazi verdi e di socialità.

CUvART è un centro culturale a Cuneo, progettato sulle rovine di un ex frigorifero militare risalente al XIX secolo. Mentre i paramenti murari perimetrali sono in condizioni sufficientemente buone per essere mantenuti e restaurati, si rende necessaria una nuova copertura declinata con delle falde in aggetto sulla piazza a coprire parte dello spazio pubblico. Una passaggio coperto divide il piano terra in due parti, assicurando la continuità dello spazio pubblico tra la piazza e il giardino interno. Il centro culturale ospita un fab-lab, spazi espositivi, un caffè letterario, e sale polifunzionali, il tutto organizzato secondo un sistema di distribuzione attentamente studiato per consentire alle varie aree di operare in maniera connessa o all’occorrenza indipendente.

Il progetto per la nuova sede degli uffici giudiziari di Catania, elaborato insieme a Progetto CMR, è stato sviluppato considerando in egual misura l’edificio e lo spazio pubblico da esso generato, instaurando così una relazione indissolubile tra le due parti ed il contesto urbano e paesaggistico.  Un waterfront cittadino inscritto tra il mare e l’Etna.  L’ impianto planivolumetrico a corte aperta riprende una tipologia edilizia tipica del centro storico catanese e la declina aprendosi però verso il paesaggio e sollevando parte del volume da terra. Ad una chiara composizione dei volumi corrisponde una distribuzione del programma studiata per essere estremamente funzionale in relazione alle necessità di efficienza, sicurezza e separazione dei flussi del pubblico da quelli degli addetti. Sfruttando l’orografia del sito sono realizzati gli spazi per le aule giudiziarie e i giardini terrazzati che degradano verso il mare. La spiccata integrazione del nuovo edificio con il paesaggio e con lo spazio pubblico, fa sì che l’esercizio della giustizia, pur mantenendo il suo profilo autorevole e istituzionale, venga spogliato degli aspetti più intimidatori ed esaltato nel suo valore civico e collettivo. 

Il concept progettuale è basato sullo sviluppo di una nuova tipologia abitativa, un appartamento concepito tramite dieci elementi planimetrici aggregabili, che, combinato in modi diversi, genera tre tipologie differenti di edifici: torre, edificio in linea e casa unifamiliare. Gli appartamenti hanno una struttura basata su un modulo aggregato in base ai metri quadrati della tipologia. Quando gli appartamenti vengono aggregati, generano edifici nel rispetto dei seguenti valori: sostenibilità ed eco-compatibilità, massimizzazione della flessibilità dell’illuminazione naturale, economicità, presenza di spazi collettivi.

L’idea di OFFICITY nasce da un’analisi sull’edificio per uffici di Hippostalo.

Il concept si basa sull’esigenza contemporanea di flessibilità degli spazi. L’edificio prevede che ad ogni piano si trovino diverse attività: un’area per la pausa pranzo, per lo svago, l’educazione, la creatività, per attività sportive o semplicemente per spostarsi tra spazi di lavoro personali o collettivi, in modo da garantire la massima comunicazione multidisciplinare fra i vari utenti.
Il progetto così strutturato, oltre ai servizi e alle attrezzature necessari a mantenere un livello di produttività elevato, offre un valore aggiunto: l’opportunità di incontrare persone con cui far rete e generare opportunità di lavoro e collaborazione.

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