DOUALA How do you play?

La mostra “How do you play” ha raccolto una selezione di 12 oggetti ispirati al tema del gioco, sviluppati dai designer della LABA Accademy di Douala, principale centro urbano del Cameroon. La mostra è stata la tappa finale di un percorso formativo sul design guidato da Dontstop Architettura, all’interno del progetto “CAMon! Pro-muovere arte e cultura: capacity building, impresa sociale ed istruzione in Camerun”, coordinato dalla Associazione COE e sostenuto da AICS – Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, finalizzato alla promozione culturale tramite la creazione di un HUB che integra tradizione ed innovazione tecnologica.

Le Design Week Cinesi si sono sviluppate come dei grandi eventi pubblici di sperimentazione urbana, lontane dal concetto di design legato al “prodotto” o ai “servizi”, ma terreno di sperimentazione di tutte le forme di progetto. La prima sala della mostra racconta gli esiti di queste sperimentazioni in tre città simboliche dove si produce l’innovazione e dove il futuro del design sta ridisegnando le vite di milioni di persone. Nella seconda sala viene approfondito il processo di riqualificazione del quartiere pechinese di Dashilar, situato a sud-ovest di piazza Tian’anmen e che, avviato nel 2011, si caratterizza per un tipo di pianificazione dal basso.

La mostra indaga la relazione tra le città e i loro sistemi paesaggistici legati all’acqua: oggi è necessaria una nuova architettura capace di recuperare le qualità urbane ripartendo dal rapporto tra le città e la propria acqua. La metafora della “postura”, di come il corpo reagisce all’intorno, viene posta in diversi contesti ambientali. La mostra associa le posture degli “uomini d’acqua” (come ad esempio il gondoliere dell’imbarcazione veneziana o di Suzhou) a riflessioni e progetti contemporanei sul rapporto tra spazio, persone ed acqua. La mostra, tramite oggetti simbolici e metafore, aiuta gli spettatori a capire come gli ambienti urbani, in dialogo con l’acqua, sono la risorsa più importante per un

futuro sviluppo sostenibile e di qualità. In Cina si gioca lungo l’infrastruttura blu del Gran Canal, patrimonio dell’UNESCO, che risale ad oltre 2000 anni di storia: 1700 chilometri di canali che connettono le più importanti città della Cina. Oggi come ieri il legame tra Venezia e la Cina passa attraverso l’acqua.

Nella location Centrale della Beijing Design Week, l’Agricultural Exposition Center a Sanlitun, la sala dedicata ai progetti speciali ha ospitato un’installazione realizzata da Dontstop Architettura sul tema lanciato da XPORT e Across Chinese Cities per la prossima Biennale di Architettura: Waterscapes and Urban Design along the Chinese Grand Canal. Una sintesi dei progetti degli ultimi 6 anni e una mappatura delle 36 città che si affacciano sul Grand Canal hanno raccontato ai visitatori le implicazioni urbane, sociali, paesaggistiche e ambientali dei nuovi interventi sull’infrastruttura blu più grande e antica del mondo. L’installazione è stata accompagnata da un seminario al quale hanno partecipato i professionisti e le maggiori istituzioni Cinesi che si occupano del tema.

Le spezie sono reinterpretate come dotate di caratteri eterogenei e multi-sensoriali, in grado di generare nuove esperienze percettive, tattili e visive. Ecco allora che l’architettura che le contiene perde il suo consueto limite figurativo, per diventare luogo di esperienze in continua evoluzione. Un viaggio di conoscenza attraverso “zone esperienziali” che accolgono punti d’assaggio, installazioni, supporti tecnologici ed eventi che raccontano come le differenti culture coltivano, preparano e usano le spezie nella cucina, nella medicina e nei rituali socioculturali.

Across Chinese Cities – Beijing, Evento Collaterale de La Biennale Internazionale di Architettura di Venezia è stato premiato dall’ADI nel 2015 nella sezione Design per la Comunicazione.

DONTSTOP architettura, insieme a un gruppo di architetti e architette, ha costituito un gruppo di lavoro chiamato Archimacao con l’obiettivo di intervenire sull’edificio di Macao, nuovo centro indipendente per le arti, la cultura e la ricerca di Milano.

In linea con la più ampia visione di Macao, che vede la produzione culturale come bene comune, il progetto è stato illustrato in occasione di un dibattito pubblico. Archimacao rinuncia alla dimensione estetica in favore di una dimensione programmatica e processuale. Un progetto incrementale che mira a mettere Macao in condizioni di immaginare e realizzare quanti più usi possibili dello spazio nel tempo.

Across Chinese Cities – Pechino è un’indagine sul programma spaziale della capitale cinese intessuta nel suo progetto “ultramoderno” che colloca le sue tracce prendendo come caso di studio il distretto storico di Dashilar.  La mostra ritrae quei processi di adattamento che si sono mantenuti costanti nel tempo e che restano paradigmatici per molte città contemporanee come Pechino. ACC 2014 è una conversazione tra forme costruite e comunità attorno a un’architettura di resilienza e relazioni uniche per l’area del distretto.

Across Chinese Cities – China House Vision, è parte del programma internazionale ‘Across Chinese Cities’ organizzato e promosso dalla Beijing Design Week. La mostra nasce dal progetto House Vision, una piattaforma panasiatica di ricerca e sviluppo multidisciplinare avviata dal designer Kenya Hara per il Giappone nel 2013.

Across Chinese Cities –  China House Vision rappresenta per la prima volta il corpo di ricerca finora prodotto con un team di architetti ed esperti cinesi. Affronta il cambiamento del ruolo e dell’habitat della pratica architettonica nella Cina odierna manifestando i fenomeni contestuali e le traiettorie di ricerca dietro 14 proposte architettoniche.

“Across Chinese Cities – The Community”, promosso dalla Beijing Design Week in collaborazione con il governo municipale di Souzhou, esplora approcci alla pianificazione legati allo sviluppo di “comunità” come meccanismi che creano un nuovo sistema di appartenenza sociale, economica e spaziale.

Il progetto offre uno sguardo senza precedenti su oltre 20 casi studio che attingono alle “potenzialità di emancipazione del commoning” attraverso strategie progettuali integrate che incorporano nuove nozioni di identità collettiva e quindi nuove norme correlate di co-dipendenza, partecipazione e inclusività.

 

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