CUvART

CUvART è un centro culturale a Cuneo, progettato sulle rovine di un ex frigorifero militare risalente al XIX secolo. Mentre i paramenti murari perimetrali sono in condizioni sufficientemente buone per essere mantenuti e restaurati, si rende necessaria una nuova copertura declinata con delle falde in aggetto sulla piazza a coprire parte dello spazio pubblico. Una passaggio coperto divide il piano terra in due parti, assicurando la continuità dello spazio pubblico tra la piazza e il giardino interno. Il centro culturale ospita un fab-lab, spazi espositivi, un caffè letterario, e sale polifunzionali, il tutto organizzato secondo un sistema di distribuzione attentamente studiato per consentire alle varie aree di operare in maniera connessa o all’occorrenza indipendente.

Studio di fattibilità che prevede, negli obiettivi, la qualificazione dello Stadio Picco per lo svolgimento del campionato di Serie A, la riorganizzazione delle aree di servizio intorno allo stadio in funzione dell’innalzamento degli standard qualitativi dell’impianto e la ridefinizione del ruolo urbano dello Stadio Picco e le sue relazioni con la città.

I punti principali del progetto consistono nell’abbattimento dell’attuale tribuna con la costruzione di una nuova su due piani in grado di ospitare 5.500 posti senza barriere; la predisposizione di tutti i servizi, gli uffici, sky box; l’implementazione della capienza della curva Piscina ad oltre 3300 posti e la nuova copertura dello Stadio.

Il progetto di riqualifica dell’immobile prevede due possibili versioni: una conservativa e una innovativa. Entrambe le proposte hanno come obiettivo quello di cambiare la destinazione d’uso dell’edificio, da direzionale a ricettivo. Nell’opzione conservativa l’edificio pensato come uno studentato, ha 67 camere totali per ospitare 101 ospiti. Nell’opzione innovativa si ottengono 66 alloggi per 75 posti letto.

L’area ex ABB è uno dei tre grandi ambiti di trasformazione attualmente degradati nella città di Lodi. Di questi tre ambiti, l’ex ABB è l’unico ad essere contiguo alla stazione ferroviaria, oltre che il più vicino al centro storico della città, per questi motivi potrebbe divenire una importante nuova centralità, dedicata all’abitare nel verde.

Il Parco dell’Abitare di Lodi sarà dunque un nuovo quartiere in cui sperimentare i più avanzati sistemi legati alla sostenibilità e al basso consumo energetico, oltre che un nuovo organismo urbano.

Un workshop territoriale in tre giorni di esplorazione della laguna nord e delle sue isole: la storia e le barene del Lazzaretto Nuovo, gli orti e la Torre Massimiliana di Sant’Erasmo, la tradizione della pesca e l’ecosistema in cui è nata e cresciuta Venezia.
Un weekend di esplorazione territoriale all’interno del Sentiero delle Barene, progetto innovativo di rete di Archeoclub di Venezia e CAVV – CSV di Venezia Coordinamento delle Associazioni di Volontariato della Città Metropolitana di Venezia (Concorso di idee per lo sviluppo di comunità solidali 2019), partendo dall’isola del Lazzaretto Nuovo, isola fra le più ricche di biodiversità e immersa nell’ecosistema lagunare oggi a rischio di scomparsa, secondo il ruolo innovativo delle “comunità patrimoniali” promosso dalla Convenzione di Faro del Consiglio d’Europa sul valore del patrimonio culturale e ambientale per la società.

Questo manifesto, sviluppato con il Sino European Innovation Institute, nasce dalla necessità di trasformare le innovazioni urbane in ogni diverso campo del sapere in pratica, al fine di creare attività multidisciplinari che possano guidare e ripristinare l’equilibrio nello sviluppo urbano contemporaneo, seguendo le linee guida che si concentrano sia sul benessere sociale e sulle esigenze individuali.
Il vero obiettivo è quello di dare luogo a città creative, in modo da adottare e realizzare i principi riguardanti lo sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Progettato e realizzato in soli 15 mesi, la ristrutturazione dell’ex Arsenale a La Maddalena in Sardegna, è stata avviata con lo scopo di ospitare il Summit del G8 2009.

DONTSTOP architettura, insieme a un gruppo di architetti e architette, ha costituito un gruppo di lavoro chiamato Archimacao con l’obiettivo di intervenire sull’edificio di Macao, nuovo centro indipendente per le arti, la cultura e la ricerca di Milano.

In linea con la più ampia visione di Macao, che vede la produzione culturale come bene comune, il progetto è stato illustrato in occasione di un dibattito pubblico. Archimacao rinuncia alla dimensione estetica in favore di una dimensione programmatica e processuale. Un progetto incrementale che mira a mettere Macao in condizioni di immaginare e realizzare quanti più usi possibili dello spazio nel tempo.

Il masterplan di Maggiolina è un progetto di rigenerazione urbana che interviene tramite demolizione e ricostruzione su un area abbandonata, le ex tipografie de Il Giorno, andando a realizzare un parco residenziale.

Su oltre 10 mila metri quadrati di superficie, infatti, 7000 sono stati utilizzati come spazio verde.

I due edifici, Sky tower e Maggiolina Gardens, sono studiati con una combinazione di diverse unità tipologiche in forte rapporto con l’esterno volto ad ottenere una sensazione di apertura dello spazio, luminosità e comfort ambientale.

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