La scuola al centro del futuro

Il progetto “La scuola al centro del futuro” mira a rigenerare una parte centrale della città di Brescia. Il masterplan include la costruzione di una scuola primaria, una scuola secondaria, un Community Hub e una palestra, tutti collegati da un parco costituito da diverse bande di attività di circa 9.000 mq. I boulevard fungono da arterie vitali, aprendo il sito su tutti e quattro i lati e collegandolo a diverse aree circostanti.

Il Community Hub, grazie ad una struttura costituita da una serie di volte a botte, ospita la biblioteca, il FAB LAB e l’auditorium, integrandosi visivamente con il parco e il boulevard. Le scuole sono progettate a un unico piano, facilitando l’accesso a attività didattiche all’aperto, proponendosi come una “scuola aperta al paesaggio”. La scuola primaria è caratterizzata da tetti a falda con un sistema di pannelli fotovoltaici integrati invece la scuola secondaria si sviluppa sotto una copertura a falde irregolari, permettendo di caratterizzare lo spazio sottostante.

L’isola di Hainan sta attualmente pianificando di trasformare Lingshui in un esempio di sviluppo a basse emissioni di carbonio, consapevole del fatto che questa trasformazione richiederà del tempo. Per questo motivo, viene proposto un programma espositivo continuo che illustrerà l’intero processo di trasformazione nel corso del tempo. Il distretto Low Carbon District, situato su un terreno di 15 ettari adiacente al parco divertimenti di Lingshui, si concentrerà sulla biodiversità, la produzione e la gestione di energia sostenibile, le reti cittadine intelligenti, la mobilità elettrica e leggera, la costruzione di comunità, il fitodepurazione e la piantumazione di alberi sostenibili. L’obiettivo del distretto è diventare un centro sperimentale per l’implementazione di nuove tecnologie sostenibili, attirando le principali aziende del settore da tutto il mondo.

Insieme a Progetto CMR abbiamo ideato il progetto di ristrutturazione dello Stadio dei Pini di Viareggio, basato sulla sostenibilità e la funzionalità. Il nuovo stadio sarà integrato perfettamente con il contesto circostante, con un design riconoscibile ed efficace.

La tribuna principale sarà completamente ristrutturata, con spazi per attività e servizi per la comunità e le famiglie. Lo stadio diventerà un luogo di idee e progetti sociali, aperto 365 giorni all’anno e sicuro dal punto di vista energetico. In totale, ci saranno 3720 posti a sedere, tutti dotati di seggiolini.

Il confine nord dello stadio sarà trattato per permettere l’accesso esclusivo all’adiacente plesso scolastico per attività fisica outdoor. Il parco antistante sarà ripensato come spazio pubblico per eventi e manifestazioni temporanee, mentre gli ingressi saranno forniti di tornelli e posti in sicurezza.

Il sistema di interventi proposto per il “percorso lento” tra Pergusa e Piazza Armerina si sviluppa su tre ambiti territoriali che coesistono nel territorio e hanno caratteristiche ambientali, fisiche, sociali e simboliche connesse tra loro. Il progetto punta ad abitare e attrezzare la greenway della vecchia ferrovia e a creare un “walkscape” dialogante con dimensione paesaggistica, immaginifica e storica della Sicilia Centrale.  Gli ambiti di riferimento del progetto assumono la metafora mitologica del Ratto di Persefone, originata e ambientata proprio ad Enna, e creano un sistema di rimandi e interventi puntuali per connettere, valorizzare e implementare gli elementi naturali e antropici del percorso.

Bergamo Prossima è un intervento di rigenerazione urbana che disegna un nuovo spazio per la città: un luogo di incontro per i cittadini e di residenza di famiglie, anziani e studenti. La superficie commerciale al piano terra si sviluppa all’interno degli edifici preservati mentre i volumi residenziali e la RSA disegnano due grandi corti Verdi connesse creando un asse urbano e ambientale lungo l’asse nord-sud, che si conclude nei giardini di Via Martiri di Cefalonia attraversando l edificio che ospita lo studentato. L’intervento massimizza il recupero dei volumi esistenti per un SL di 25.000mq, riducendo l’impronta a terra e aumentando gli spazi verdi e di socialità.

CUvART è un centro culturale a Cuneo, progettato sulle rovine di un ex frigorifero militare risalente al XIX secolo. Mentre i paramenti murari perimetrali sono in condizioni sufficientemente buone per essere mantenuti e restaurati, si rende necessaria una nuova copertura declinata con delle falde in aggetto sulla piazza a coprire parte dello spazio pubblico. Una passaggio coperto divide il piano terra in due parti, assicurando la continuità dello spazio pubblico tra la piazza e il giardino interno. Il centro culturale ospita un fab-lab, spazi espositivi, un caffè letterario, e sale polifunzionali, il tutto organizzato secondo un sistema di distribuzione attentamente studiato per consentire alle varie aree di operare in maniera connessa o all’occorrenza indipendente.

Il progetto nasce da alcune riflessioni sul rapporto con in mondo naturale ed il rallentamento della vita che ne consegue. L’architettura si trova sulla copertura del complesso edilizio “City on the Sky”, con altri padiglioni occupa l’ultimo piano generando uno spazio flessibile tra la dimensione artificiale e quella naturale, generando un oasi dove potersi distaccare dalla vita frenetica. Lungo la passerella che attraversa l’intero complesso si trovano il caffè e il ristorante, mentre l’hotel con le sue camere e i servizi si sviluppa in altezza.  Sulla sommità dell’edificio, la lobby, l’accoglienza clienti e gli spazi esterni sono disposti in un edificio flessibile, con un grande giardino immerso in una natura rigogliosa. Inoltre, un vero e proprio bosco ospita moduli sospesi in legno, attrezzati come camere ricettive immerse nel verde, dotate di una vista spettacolare. Un sistema di ponti e passerelle in legno collega tutte le funzioni creando percorsi inaspettati, immersi nel verde al di sopra fi uno skyline mozzafiato.

In occasione del Salone del Mobile di Milano 2018, DONTSTOP architettura presenta il progetto “Il Cortile” di BASE, all’interno dell’ex stabilimento industriale Ansaldo a Milano, oggi votato alla creatività in tutte le sue declinazioni grazie all’intervento di rigenerazione urbana di via Tortona, uno dei più importanti in Europa.

Il progetto prevede una vegetalizzazione degli spazi esterni del centro culturale, il disegno del bar con un area ristoro, il palco per le manifestazioni e una nuova grafica a terra che caratterizza le pavimentazioni.

La forte vocazione agricola dell’isola di Sant’Erasmo, che nel recente passato poteva essere vista come una minaccia per la sopravvivenza del territorio stesso e un limite allo sviluppo, diventa oggi il motore per la riscoperta di nuovi modelli sociali, economici ed educativi. DONTSTOP architettura lavora verso la riscoperta di questi valori delineando quindi un modello per lo sviluppo e la conservazione dei territori rurali periurbani globali.

Il nuovo Piano Regolatore Generale di Pordenone nasce dalla volontà e dall’urgenza di ripensare alle ricchezze del territorio e al modo migliore per sfruttarle a vantaggio della comunità. La riflessioni parte dalla presa di coscienza che all’interno dell’economia urbana la rendita fondiaria non esista più. La crescita di una città deve quindi attingere a risorse differenti. Il piano di Pordenone punta quindi sull’utilizzo delle fonti energetiche, considerandole non a livello del singolo utente ma come un network. Questo atteggiamento, assieme al recupero di impianti urbani dismessi e inseriti a sistema, fa sì che ci siano importanti ricadute a livello ambientale, favorendo la crescita della città.

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