Nuovi uffici giudiziari di Catania

Il progetto per la nuova sede degli uffici giudiziari di Catania, elaborato insieme a Progetto CMR, è stato sviluppato considerando in egual misura l’edificio e lo spazio pubblico da esso generato, instaurando così una relazione indissolubile tra le due parti ed il contesto urbano e paesaggistico.  Un waterfront cittadino inscritto tra il mare e l’Etna.  L’ impianto planivolumetrico a corte aperta riprende una tipologia edilizia tipica del centro storico catanese e la declina aprendosi però verso il paesaggio e sollevando parte del volume da terra. Ad una chiara composizione dei volumi corrisponde una distribuzione del programma studiata per essere estremamente funzionale in relazione alle necessità di efficienza, sicurezza e separazione dei flussi del pubblico da quelli degli addetti. Sfruttando l’orografia del sito sono realizzati gli spazi per le aule giudiziarie e i giardini terrazzati che degradano verso il mare. La spiccata integrazione del nuovo edificio con il paesaggio e con lo spazio pubblico, fa sì che l’esercizio della giustizia, pur mantenendo il suo profilo autorevole e istituzionale, venga spogliato degli aspetti più intimidatori ed esaltato nel suo valore civico e collettivo. 

Milano Animal City è una mostra / ricerca curata dagli studenti dei corsi Urbanism and Urban Design 2015 e 2016 al Politecnico di Milano dai prof. Stefano Boeri e Michele Brunello. Milano Animal City presenta suggestioni e visioni per la ri-colonizzazione di specie animali e vegetali dell’ambiente urbano milanese. Milano Animal City guarda, infatti, alla città di Milano partendo dal punto di vista degli animali che la abitano, disegnando nuovi spazi di reciprocità tra specie umane e animali.

Il nuovo Piano Regolatore Generale di Pordenone nasce dalla volontà e dall’urgenza di ripensare alle ricchezze del territorio e al modo migliore per sfruttarle a vantaggio della comunità. La riflessioni parte dalla presa di coscienza che all’interno dell’economia urbana la rendita fondiaria non esista più. La crescita di una città deve quindi attingere a risorse differenti. Il piano di Pordenone punta quindi sull’utilizzo delle fonti energetiche, considerandole non a livello del singolo utente ma come un network. Questo atteggiamento, assieme al recupero di impianti urbani dismessi e inseriti a sistema, fa sì che ci siano importanti ricadute a livello ambientale, favorendo la crescita della città.

Il progetto  “Medusozoa – Trieste waterfront” articola una proposta e rilancia il dibattito sugli interventi possibili a Porto Vecchio a Trieste, alla luce delle condizioni economiche, sociali, politiche e tecnologiche della contemporaneità. La strategia proposta dal progetto rovescia i canoni del passato assumendo con cinismo le condizioni socio-economiche più sfavorevoli della crisi contemporanea e rendendole i presupposti del progetto, ma adottando strategie pragmatiche e innovative con spinta ideale e visione sul futuro tramite la complessa metafora delle Meduse come attivatori sociali.

Questo manifesto, sviluppato con il Sino European Innovation Institute, nasce dalla necessità di trasformare le innovazioni urbane in ogni diverso campo del sapere in pratica, al fine di creare attività multidisciplinari che possano guidare e ripristinare l’equilibrio nello sviluppo urbano contemporaneo, seguendo le linee guida che si concentrano sia sul benessere sociale e sulle esigenze individuali.
Il vero obiettivo è quello di dare luogo a città creative, in modo da adottare e realizzare i principi riguardanti lo sviluppo sostenibile contenuti nell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

Il libro “Desirable Land, Sant’Erasmo toward Expo 2015” è un libro Manifesto per la tutela del patrimonio  agricolo-culturale che vede come caso studio l’isola di Sant’Erasmo e il rapporto con la laguna di Venezia. Il libro si pone come obiettivo quello di tracciare delle linee guida per lo sviluppo e la promozione del territorio e creare un possibile modello economico, sociale e fisico che sia virtuoso, alternativo e trainante per lo sviluppo delle isole della laguna.

Il progetto  “Medusozoa – Trieste waterfront” articola una proposta e rilancia il dibattito sugli interventi possibili a Porto Vecchio a Trieste, alla luce delle condizioni economiche, sociali, politiche e tecnologiche della contemporaneità. La strategia proposta dal progetto rovescia i canoni del passato assumendo con cinismo le condizioni socio-economiche più sfavorevoli della crisi contemporanea e rendendole i presupposti del progetto, ma adottando strategie pragmatiche e innovative con spinta ideale e visione sul futuro tramite la complessa metafora delle Meduse come attivatori sociali.

Il progetto Kakuma Soko, ha l’obiettivo di introdurre un nuovo standard del concetto di mercato all’interno di un contesto molto complesso, quello del campo per rifugiati di Kakuma in Kenya. Lavorando con moduli riproducibili, modulabili e costruito con materiali site-specific il progetto prevede il coinvolgimento della comunità anche nelle fasi di costruzione. Il suolo è stato progettato come un dispositivo multifunzionale di base che distribuisce i flussi e funziona come sistema di drenaggio e di raccolta dei rifiuti.

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